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Sit-in davanti alla sede Cosim in vista della scadenza del Piruea. Comitato Pomari: capiremo da che parte sta il Comune

Di Edoardo Andrein Sabato 19 Dicembre 2015 alle 17:35 | 0 commenti

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"Piruea Pomari, tempo scaduto". Lo striscione appeso lungo viale del Mercato Nuovo nella mattinata di sabato 19 novembre davanti alla sede sede di Cosim-Costruzioni Immobiliari riassume la situazione della vicenda di nuove costruzioni edilizie che interessa una vasta area verde tra i quartieri di San Lazzaro e dei Pomari. Una vicenda che il comitato poche settimane fa aveva descritto come simile a quella del piano immobiliare di Borgo Berga e che ora sta per arrivare ad un momento chiave.

"Da un anno non abbiamo avuto più incontri con l'amministrazione comunale e con il costruttore vicentino Gaetano Ingui - spiegano i partecipanti al presidio - Ora abbiamo voluto scrivere una lettera al sindaco Achille Variati e alla giunta in vista della scadenza del Piruea: il costruttore deve ancora fare la Valutazione di impatto ambientale e non ci sarà più tempo entro marzo. Temiamo ci sia già una nuova trattativa con il privato: noi invece vogliamo una nuova fase nella quale ci sia più partecipazione del quartiere, un coinvolgimento e ascolto dei cittadini".

La richiesta del comitato, portata all'attenzione anche nella lettera inviata all'amministrazione, è di riconsiderare l'urbanizzazione dei Pomari:

"Il Comune - puntualizzano i rappresentanti del Comitato - non può permettersi di arrivare alla scadenza del Piruea senza un nuovo piano e presto ci sarà un passaggio in Consiglio comunale: lì vedremo veramente da che parte sta la maggioranza".

Di seguito la nota ufficiale del comitato e clicca qui per il testo della lettera (nella foto alcuni partecipanti al presidio).

Questa mattina gli attivisti del Comitato Pomari con un blitz hanno appeso diversi striscioni sotto la sede dell'immobiliare Cosim, società strettamente legata alla Incos Italia, la stessa che prevede una devastante colata di cemento nel quartiere Pomari. 

"Piruea Pomari tempo scaduto", questo il messaggio lasciato al costruttore; infatti, il giorno 11 marzo 2016 è fissata la scadenza del piano edilizio che prevede tre nuovi "cantieri incoscienti" e per la città questo è un momento storico, in cui il destino di un’area, concepita inizialmente come il più grande parco urbano di Vicenza, ma poi usurpata della sua finalità, può essere riscritto.

Il dato interessante, come prevede la normativa in materia edilizia, è che una volta scaduti i piani attuativi, questi divengono inefficaci per la parte inattuata: nel nostro caso le aree in questione sono “bloccate” e per questo motivo il Consiglio Comunale è chiamato a discutere e votare un nuovo Piano Urbanistico Attuativo in merito alle aree in oggetto, altrimenti al privato non può essere concesso alcun permesso di costruire.

Per questo con l'occasione è stata presentata anche la lettera spedita ieri a Sindaco, Giunta Comunale e Consiglieri Comunali a cui diciamo: "l’opportunità che avete in mano è quella di riconsiderare l’urbanizzazione dei Pomari, ridando respiro a una delle zone più densamente popolate della città e mettendo le basi concrete per la creazione di un grande parco richiesto a gran voce dalla cittadinanza".

 


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