Quotidiano | Categorie: Politica

Flavio Tosi, il nuovo referente in Veneto dei "poteri"?

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Martedi 2 Giugno 2015 alle 16:16 | 0 commenti

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Dopo i risultati delle regionali del Veneto lo sport più diffuso è interpretarne le cause. È sicuramente ascrivibile a Zaia e alla sua credibilità, oltre che all'estraneità di fatto, anche se non anche politica, ai misfatti del sistema Galan-Sartori, la sua vittoria, che, comunque, registra un arretramento della coalizione che lo appoggiava a causa soprattutto della lista Tosi perchè buona parte del flop di Forza Italia si è riversato su lista Zaia e Lega e poco su Ncd, la cui vittima illustre a Vicenza è Costantino Toniolo (nella foto Flavio Tosi con Paolo Biasi, presidente della Fondazione Cariverona).

È sicuramente altrettanto ascrivibile ad Alessandra Moretti e alla sua vacuità (al massimo ingenuità per non aver capito il suo ruolo iniziale o scattato in corso d'opera che la vedeva come vittima sacrificale a certi equililbri) la sua debacle storica, che, però, è anche associabile a un astensionismo in crescita che pare abbia colpito questa volta di più il PD proprio perchè molto indigesta e "fuori tema" appariva la sua candidatura imposta non dalle primarie ma da Renzi, il primo profeta del 6 - 1 (poi diventato 5 - 2) che preconizzava (sponsorizzava?) la sconfitta per Palazzo Balbi di una esponenente del PD così "mobile" da essere più dannosa di oppositori franchi al suo "regime".

Erano prevedibili poi la buona salute del M5S con Jacopo Berti, espressione di un Movimento che ha il demerito e il vantaggio, allo stesso tempo, di non volersi contaminare con la politica tradizionale e i suoi "compromomessi", e anche i risultati inferiori addirittura alle sia pur minime attese di L'Altro Veneto e a quelle roboanti, ma sconfessate dal voto, di Indipendenza Veneta.

Alla fine rimane da capire non solo il 10,7% dei voti raccolti da Flavio Tosi, che gli daranno 5 consiglieri, ma anche il perchè di una partecipazione a una competizione che lo vedeva perdente e, quindi, poco propizia al ruolo che il sindaco di Verona si vuole dipingere di leader del centro destra che verrà, visto che i leader dovrebbero nascere da vittorie e non da sconfitte, sia pure fatte digerire con la scusante del debutto.

E se i "poteri forti" economici e finanziari, che non avevano trovato sponda, dopo il crac del sistema Galan Sartori, presso l' accorto Zaia e che poi avevano capito che la possibile nuova interlocutrice, Alessandra Moretti, inizialmente scelta nelle cene elettorali e sbandierata dai loro media, non aveva la "caratura" per pilotare un sistema complesso, avessero intravisto proprio in Flavio Tosi un loro possibile paladino, anche se partendo da posizioni di minoranza da cui già ieri, però, il sindaco di Verona procamava la sua disponibilità a trovare convergenze con Zaia e Lega?

Flavio Tosi, sono fatti, è in marcia collegata con l'ex banchiere Corrado Passera, pesa non poco nella Fondazione Cariverona, lontana ora da Unicredit e in marcia di avvicinamento verso le banche venete, dal Banco Popolare alla Popolare di Vicenza,  e, ultima ma non ultina realtà, conta da tempo e non poco nel lucroso sistema della sanità veneta.

Il re Galan e la Regina Sartori sono morti,  W il principe Tosi?

Vedremo e... vigileremo.


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