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Donazzan: Vicenza non può essere la bengodi del crimine

Di Emma Reda Martedi 9 Dicembre 2014 alle 14:48 | 1 commenti

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L'assessore regionale del Veneto, Elena Donazzan, commenta il tema criminalità, violenza e degrado nel capoluogo berico

Vicenza non può essere la terra di Bengodi per chi intende compiere i più svariati crimini. È ormai evidente che l'immigrazione indiscriminata e incontrollata sta diventando sempre più un problema di ordine pubblico.

Ogni giorno parlo con cittadini per bene che mi esprimono le loro comprensibili lamentele per una percezione di insicurezza diffusa che si sta diffondendo a Vicenza e nei territori limitrofi a causa di furti, aggressioni, violenze di vario genere che ci fanno sentire, tutti, poco sicuri a casa nostra. E al contempo sento le legittime lamentele delle forze dell'ordine che considerano vanificato il loro lavoro ogniqualvolta vedono ad esempio girare libero per strada lo spacciatore di turno che avevano arrestato il giorno prima, molto spesso immigrato irregolare.
È inaccettabile che luoghi come Campo Marzo, viale Roma, via Gorizia e viale Milano, un tempo luoghi di prestigio del centro di Vicenza, stiano per diventare zone franche in mano a personaggi poco raccomandabili".
Ma il problema sicurezza, come sappiamo, non riguarda solamente Vicenza bensì il Veneto e l'Italia intera. Per questo è opportuno che il Governo Renzi-Alfano attui un piano finalizzato a ripristinare l'ordine e la legalità nelle nostre città. Non solo a parole, come su tutti i fronti ci ha abituato finora, ma a fatti. Visto però l'atteggiamento che il Governo ha assunto nei confronti di Mare Nostrum, rivelandosi connivente all'invasione clandestina indiscriminata, c'è poco da ben sperare.


Commenti

Inviato Martedi 9 Dicembre 2014 alle 23:46

invece lo è (la bengodi del crimine) poichè centro destra, centro sinistra e Lega sono una ventina d'anni che lavorano scientificamente per rendere il sistema giudiziario impotente allargando progressivamente sempre più le maglie delle leggi e accorciando la prescrizione, oltre che cancellare la pena in carcere con pene alternative ma inesistenti per mancanza di edilizia carceraria e programmi seri. Se questo non bastasse la politica quando serve ammonisce e intimidisce l'apparato giudiziario e anche lo corrompe. non tutte le procure lavorano come quella di Roma e Milano, ne abbiamo molte in letargo nella penisola italica! Grazie per tutto questo anche al partito della Donazzan.
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