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Corso Palladio, operaio in regola... ma con carta d'identità falsa: arrestato

Di Edoardo Andrein Mercoledi 14 Ottobre 2015 alle 15:15 | 4 commenti

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Ieri 13 ottobre il reparto prevenzione crimine di Padova che collabora con la Questura di Vicenza ha effettuato un controllo durante il consueto giorno di mercato in centro storico e alle ore 10.45 di mattina ha fermato due uomini rumeni sotto i portici lungo corso Palladio. Da un primo controllo dei documenti le due persone sono risultate a posto, essendo due operai regolari in trasferta nel vicentino per un'azienda di Firenze.

Ma un agente del reparto prevenzione crimine ha richiesto la carta d'identità di uno dei due rumeni, appurando un piccolo errore grafico sul documento, risultato poi falso ad un approfondito controllo.
La carta d'identità era intestata a Ciobanica Bragau Costantin, ma in realtà l'uomo si chiama Ratan Ion, con precedenti e condanne per furti. Il signore rumeno è stato trovato in possesso anche di una carta di credito intestata a un imprenditore italiano, che dai successivi controlli è risultato il proprietario di un'azienda di Firenze, il Consorzio toscana servizi che opera nel carico e scarico merci.
La carta di credito era stata data al dipendente, assunto con contratto regolare, per pagare le spese di alloggio in albergo durante la trasferta lavorativa.
Ma per una legge entrata in vigore quando era Ministro degli Interni Roberto Maroni, durante l'ultimo governo Berlusconi, è scattato l'arresto obbligatorio per documento falso.
Non importa se la carta d'identità magari è stata comprata (a peso d'oro) nel mercato nero per cercare di riabilitarsi dopo aver scontato la propria pena, in una società nella quale l' "etichetta", come avviene in tanti altri casi, di " rumeno con precedenti penali" è facile che chiuda le porte nel mondo del lavoro.
Il datore di lavoro venuto a conoscenza della vicenda è rimasto notevolemente scosso, mentre Ratan Ion ora si trova in attesa di giudizio in carcere a Vicenza (sempre più affollato, come in tutta Italia, secondo gli ultimi dati).
E se, invece, lo si portasse in qualche ufficio amministrativo per mettere i documenti in regola, visto che il lavoro, regolare, ce l'ha (o ce l'aveva), non sarebbe meglio?


Commenti

Inviato Mercoledi 14 Ottobre 2015 alle 21:36

Grazie, con il suo articolo mi suggerisce di modificare la mia carta di identità perché vorrei togliermi dieci anni... rischio solo una pena inferiore a quella di Costantin perché la carta di identità è mia, ma commetto pur sempre un reato.
Inviato Giovedi 15 Ottobre 2015 alle 15:35

Non è molto chiara la sua tesi sig.ra Farina. Comunque io non intendevo suggerire nulla. Grazie
EA
Inviato Giovedi 15 Ottobre 2015 alle 19:57

Sarò più chiara, il furto di identità è un reato, come è reato un falso documento o la contraffazione. Chi compra un documento commette un reato. Le forze dell'ordine hanno fatto il loro lavoro e non si può pretendere che applichino le leggi ad personam, applicano la Legge. Forse ho sbagliato a scrivere "lei mi ha suggerito", cambio anche questo "lei mi ha stimolato un'idea già in essere, ma che non posso attuare".
Inviato Giovedi 15 Ottobre 2015 alle 22:09

Le forze dell'ordine hanno fatto il loro lavoro, certo; e a quanto sembra anche con molta bravura in questo caso nel riconoscere il documento falso. Io criticavo il fatto che per un reato del genere sia previsto per legge l'arresto. Tanto più in questa situazione, con una persona che forse cercava solo un modo di trovare un lavoro per bene, e ci è riuscito, contro tutte le etichette che infestano la nostra società.
EA
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