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Alluvione, 200 volontari per l’esercitazione. Variati: servono avvisi regionali ancora più dettagliati

Di Redazione VicenzaPiù Sabato 10 Ottobre 2015 alle 18:55 | 0 commenti

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Comune di Vicenza

Alle 8.30 arriva dalla Regione del Veneto un bollettino che segnala condizioni meteo avverse con criticità idraulica ed idrogeologica elevate; alle 8.40 la simulazione dell’onda di piena indica la previsione di un livello massimo a ponte degli Angeli di 6 metri e 40 centimetri; alle 9 il sindaco firma l’ordinanza di attivazione del COC, il Centro operativo comunale, che si costituisce in piazza Matteotti.

Alle 9,45 suonano le sirene di preallarme e poi di allarme, viene chiuso al traffico ponte degli Angeli e vengono installati le paratie e gli Aquadike a protezione della zona; alle 11.10 il sindaco dà il fine allarme, segnalato alla popolazione con le apposite sirene.

Sono stati questi i momenti salienti dell’esercitazione di protezione civile che si è svolta stamattina nelle zone a rischio esondazione del centro storico di Vicenza nell’ambito di Achelous, il progetto finanziato dall’Unione Europea per individuare le migliori pratiche da attivare in situazioni di crisi idraulica e idrogeologica in sette diversi distretti del rischio di altrettanti Paesi, con Vicenza capofila.

Nel pomeriggio l’esercitazione si è spostata a Montegalda, coinvolgendo complessivamente 22 referenti stranieri del progetto europeo e più di 200 operatori dei gruppi di protezione civile del territorio. A tutti loro, a fine mattinata, il sindaco Achille Variati ha voluto porgere un ringraziamento particolare, sottolineandone la generosità e il ruolo determinante in tutte le situazioni di emergenza, non a caso in quella stessa piazza Matteotti che per settimane divenne il cuore organizzativo delle operazioni post alluvione 2010.

“Dopo quei fatti – ha ricordato il sindaco – abbiamo fatto molti passi avanti sia nel sistema di allertamento della popolazione e nell’operatività della macchina della protezione civile, sia nell’introduzione di nuove tecnologie per la gestione dell’emergenza, sia nei lavori di difesa idraulica che hanno messo in sicurezza gran parte della città. Restano tuttavia alcuni aspetti da affinare. Ad esempio, l’elaborazione da parte della Regione di avvisi che dettaglino meglio le previsioni per ciascuna delle diverse zone del territorio”.

Con lui, a tirare le fila dell’esercitazione sottolineando la necessità di un sempre più stretto coordinamento tra i Comuni di uno stesso bacino idraulico, c’erano il sindaco di Montegalda Riccardo Ermanno Lotto, quello di Montegaldella Paolo Dainese, il vicesindaco di Longare Ernesto Zigliotto. Proprio in questo senso l’esercitazione – evento finale di una serie di prove sul campo organizzate dalla prefettura di Virovitica – Podravina (Croazia), dalla città di Skopje (Macedonia), dal Comune di Arad (Romania), dal Comune di Borino (Bulgaria) e dal Comune di Paggaio (Grecia) - ha coinvolto non solo Vicenza, ma tutto il cosiddetto distretto locale del rischio idraulico (LRD Local Risk District) composto anche dai Comuni di Caldogno, Longare, Montegalda e Montegaldella.

Oltre ad affinare le attività di approntamento dei dispositivi di protezione, l’esercitazione ha permesso di testare con i tecnici dell’Autorità di bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico la nuova app del progetto di ricerca WeSensIt: come ha ricordato l’ingegner Michele Ferri, a 50 volontari sono stati consegnati altrettanti smartphone dotati di applicazione per l’invio online al COC di informazioni relative allo stato dei fiumi e all’avanzamento dell’emergenza nei punti sensibili della città e della provincia. L’app, scaricabile e utilizzabile anche dei cittadini destinati – come ha detto il sindaco – “a diventare sentinelle del territorio”, questa mattina è stata utilizzata anche dai ragazzi della secondaria di primo grado Carta che, in una sessantina, hanno simulato l’allagamento della propria scuola e le relative azioni di autoprotezione, guadagnandosi come premio una stazione meteo.

Durante l’esercitazione, infine, è stato simulato il salvataggio di una persona caduta nel Bacchiglione.

Le fasi dell’esercitazione sono state seguite anche dal vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci e dall’assessore alla sicurezza urbana Dario Rotondi, mentre ad affiancare il sindaco nella gestione del COC c’erano il direttore del settore infrastrutture, gestione urbana e protezione civile Diego Galiazzo e alcuni altri dirigenti comunali.

Nel pomeriggio, come detto, l’esercitazione europea si è spostata a Montegalda dove il programma prevedeva il salvataggio di un’altra persona nel fiume, la ricerca di due volontari dispersi attraverso l'uso di un drone, sviluppato nell'ambito del progetto Achelous e in dotazione alla protezione civile di Vicenza, e di unità cinofile.

Achelous è finanziato dalla Commissione Europea, Dipartimento per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile, attraverso lo strumento finanziario per la Protezione

Civile. Il progetto, di cui il Comune di Vicenza è capofila, ha lo scopo di individuare le migliori pratiche di protezione civile da attivare in situazioni di crisi idraulica e idrogeologica nei sette diversi Paesi europei partecipanti. Il valore del progetto è di 636.180 euro, di cui 477.135 stanziati dalla Commissione Europea. Il Comune di Vicenza, che riceve 125.140 euro in qualità di capofila, cofinanzia l'iniziativa con 41.713 euro corrispondenti al costo del personale impiegato.


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