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ViCap, Pd, Psi: il 25 aprile bandiera italiana ed europea in ogni finestra

Di Edoardo Pepe Mercoledi 22 Aprile 2015 alle 10:18 | 0 commenti

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Giovanni Giuliari, Presidente di Vicenza Capoluogo, rende nota la presa di posizione dell'Associazione civica in occasione del prossimo 25 aprile. Un appello sottoscritto anche da altre forze politiche che sostengono l'attuale maggioranza che governa la città, Partito Democratico e Partito Socialista. "Aderisce anche il gruppo di politici-amministratori fuorisciti nelle settimane scorse dall'UdC (Cavazza, Pecori, Cordova)" fa sapere Giuliari.

Il testo integrale del documento:

Il 25 aprile si festeggia il Settantesimo Anniversario dalla Liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazifascista. Come forze politiche che sostengono l'attuale Amministrazione che governa Vicenza vogliamo celebrare questa data con grande rispetto e orgoglio, nella nostra Città decorata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, perché essa, più di altre, ha segnato il riscatto vittorioso dei valori di un popolo oppresso sui disvalori di un governo fantoccio oppressore, e perché essa simboleggia la capacità del popolo italiano di riprendere in mano le sorti della propria storia, allora grazie a quello straordinario movimento che fu la Resistenza.

E vogliamo ricordare proprio la Resistenza per quella decisa presa di coscienza, per quel grande progetto, per quel forte sentire comune, per quella determinata volontà di ricostruzione della nostra popolazione in un momento storico che, pur straordinariamente cupo, fu senza dubbio il fertile terreno dal quale nacquero gesti di umanità, di onestà, di coraggio, di responsabilità individuale, di integrità e rettitudine morale, così straordinariamente importanti che fecero sgretolare nella coscienza della maggior parte degli italiani quel baluardo della ideologia fascista rappresentato dall’idolatria dello Stato come fine supremo, come titolare di ogni potere e diritto a cui ciascun individuo doveva ubbidire ciecamente rinunciando a ogni forma di libertà, di pensiero, di stampa, di opinione e di associazione.

E oggi vogliamo riappropriarci di quei gesti, attualizzandoli, per dire dei no convinti alla guerra, alle guerre, alla corruzione, all’illegalità, al malaffare, al razzismo, all'odio per il diverso, per essere partecipi di una riscossa morale, sociale, economica e politica che ci possa permettere di riprendere quel cammino di rispetto delle persone e delle istituzioni, di altruismo e solidarietà, di senso dei nostri diritti ma anche dei nostri doveri che allora, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, permise ai Padri Costituenti di scrivere la nostra straordinaria Costituzione Repubblicana e di rinnovare profondamente il nostro Paese.

Celebrare la Resistenza oggi per noi non vuol dire semplicemente commemorare un fatto, un avvenimento, ma significa anche fare memoria di un periodo storico in cui i partiti, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, pur avendo tra loro visioni e posizioni sociali ed economiche differenziate e talora antagoniste, misero in primo piano i valori principi di una democrazia: unità, libertà, indipendenza e partecipazione.

Il senso profondo di quell’esperienza fece sì che l’Assemblea Costituente riuscisse a elaborare e approvare con larghissima maggioranza una carta costituzionale tra le più avanzate del mondo. Oggi, a settant'anni di distanza, anche noi ci prendiamo un impegno analogo: mettere davanti agli egoismi, i valori universali della pace, della giustizia, della solidarietà, della partecipazione, dell'unità, della ricerca del bene comune e per ridare fiducia ai cittadini delle istituzioni con questo slogan: "essere al servizio della politica e non servirsi della politica".

E lo facciamo invitando gli insegnanti, soprattutto di storia, di tornare a riflettere e a far riflettere i propri studenti su date, battaglie, eccidi, ma anche percorsi legislativi e dibattiti importanti che hanno portato alla nostra Italia libertà e democrazia. Così facendo aiuteremo la scuola a non impoverirsi di valori, confronto e contenuti mirati a far davvero crescere i nostri ragazzi e i nostri giovani .

Lo facciamo invitando i cittadini a scendere in piazza, assieme alle proprie famiglie, ai propri figli per tornare a respirare l’amore per la libertà, quel genuino senso di solidarietà civica e per mantenere vivo il ricordo della Liberazione, in forma partecipata e non solo celebrativa, fuori da una visione puramente retorica o simbolica.

Al contempo chiediamo a tutti i cittadini di esporre dalle loro finestre o dai loro balconi la bandiera italiana e quella europea per ricordare che proprio grazie alla Resistenza e alla Liberazione, l'Italia riconquistò il rispetto delle altre nazioni con cui pochi anni dopo costruì quello straordinario processo che portò alla costituzione di un'Europa libera.

Siamo convinti che esporre oggi quelle bandiere significhi anche allargare i propri orizzonti, ritrovandosi insieme a tante altre persone per aprire prospettive di pace e di progresso che solo un'Italia e un’Europa libere, solidali e ricche delle loro diverse culture, possono garantire.


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