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Stop indagini sull'Oasi di Casale e via ai lavori per frana Campiglia e acque bianche

Di Edoardo Pepe Venerdi 28 Novembre 2014 alle 21:09 | 0 commenti

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Sull'ipotesi di un possibile inquinamento dell'Oasi di Casale l'assessore alla progettazione e sostenibilità Urbana Antonio Dalla Pozza assicura che: "le indagini non hanno fatto emergere problemi di inquinamento o contaminazione, pertanto non si procederà con ulteriori verifiche deleterie per l'equilibrio di flora e fauna". Mentre è stato dato il via libera i lavori di messa in sicurezza definitiva della frana di via Campiglia con drenaggi e barre d'acciaio che bloccheranno lo scivolamento a valle del terreno. In zona piscine, invece, partono i lavori per la realizzazione degli impianti di sollevamento delle acque bianche che recapitano nel Bacchiglione.

Maggiori dettagli dal Comune di Vicenza di seguito:

"Indagini suppletive possono trovare origine e motivazione da eventuali nuove evidenze ed informazioni emerse successivamente allo svolgimento delle indagini analitiche, recepite anche in una nota inviata dall'Ulss 6 del 1997 in risposta ad una richiesta del Comune di Vicenza, evidenze ed informazioni che tuttavia non risultano agli atti documentali dell'Ufficio".
Questa la nota trasmessa il 6 ottobre scorso da Arpav al Settore ambiente del Comune di Vicenza, in risposta alla richiesta dell'8 luglio da parte dell'amministrazione comunale, e puntualmente fatta pervenire ai consiglieri comunali Liliana Zaltron, Lucio Zoppello e Dino Nani.
“Le numerose indagini sul sito dell'Oasi degli stagni di Casale “Alberto Carta” non hanno fatto emergere evidenze oggettive di problematiche legate all'inquinamento o alla contaminazione dei terreni e delle acque superficiali e sotterranee, e pertanto - allo stato attuale - l'Amministrazione non ritiene di procedere con un'ulteriore analisi approfondita, in forma di piano di caratterizzazione, che si tradurrebbe in indagini particolarmente invasive e deleterie, che finirebbero per devastare l'equilibrio naturale dell'Oasi a fronte di nessuna evidenza di inquinamento”.
Così l'assessore alla progettazione e sostenibilità Urbana Antonio Dalla Pozza commenta le recenti notizie di stampa sull'ipotesi di inquinamento dell'Oasi di Casale, denunciata da un residente, più volte ascoltato personalmente anche dall'assessore e dai tecnici comunali, che asserisce di aver assistito alcune decine di anni fa ad un presunto occultamento di rifiuti.
Arpav ha preso in considerazione la nota del dirigente vicario del servizio di igiene e sanità pubblica dell'Ulss 6, risalente al 1997, che descrive l'indagine svolta su richiesta del Comune, compresi numerosi scavi effettuati a quel tempo alla presenza di una rappresentanza del Comitato, che in occasione della campagna di scavi individuò il sito da sottoporre alla ricerca dei rifiuti inquinanti.
L'ipotesi di un possibile inquinamento dell'Oasi di Casale risale infatti al 1981 quando il Comitato per la difesa del territorio di Casale sospettava che l'area non fosse mai stata bonificata.
Recentemente il tema è tornato ad essere d'attualità a seguito delle richieste di chiarimento dei consiglieri comunali Liliana Zaltron, Lucio Zoppello e Dino Nani oltre che dell'interrogazione parlamentare del senatore Enrico Cappelletti.
“I consiglieri comunali Zaltron, Zoppello e Nani hanno ricevuto, in data 3 novembre, dettagliati chiarimenti come da loro richiesta, attraverso l'invio di documenti a cura dell'assessorato alla progettazione e sostenibilità urbana – spiega Dalla Pozza -, e quindi il senatore Cappelletti risulta evidentemente non essere stato adeguatamente informato dai rappresentanti locali del suo movimento politico. Come precisato da Arpav, nel caso in cui vi fossero nuove evidenze e informazioni - oltre a quelle già esistenti - potrebbero essere previste nuove indagini, che sicuramente comprometterebbero comunque, forse per sempre, il delicato equilibrio naturale dell'Oasi. Qualora qualcuno avesse nuove notizie o reali testimonianze di reati commessi potrà farne denuncia alla Procura o ad Arpav stessa, ed ovviamente troverà il Comune parte attenta nella tutela della salute dei cittadini, come testimoniato appunto dalle numerose volte in cui l'amministrazione si è occupata del sito”. 

 

Annunciati un anno fa, partono lunedì prossimo, 1 dicembre, i lavori per la realizzazione degli impianti di sollevamento delle acque bianche e di rifacimento di alcuni tratti della rete fognaria comunale che recapita le acque nel Bacchiglione.
L'intervento, della durata di 250 giorni, interesserà il tratto tra la passerella delle piscine e il ponte di viale D'Alviano, con temporanee modifiche alla circolazione (restringimenti di carreggiata, modifica dei sensi di marcia, soppressione della sosta, parziali chiusure) in viale Ferrarin, all'altezza del parcheggio delle piscine comunali, via Allegri, via Del Prete e via Monte Verena (quest'ultima però a partire dai primi mesi del prossimo anno), dove è prevista la realizzazione di tre nuovi sistemi di sollevamento; e in via Sartori, dove verrà sistemata la fognatura bianca.
I lavori costeranno 1.300.000 euro, tutti a carico del Comune di Vicenza, e sono connessi ai rialzi arginali realizzati dal Genio civile, che consento di garantire lo scarico delle acque meteoriche nel fiume anche in occasione di piene.
“Si tratta di un notevole sforzo economico, ulteriore alle risorse impegnate dal Genio civile e dal Consorzio di bonifica – dichiarano congiuntamente l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza e l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi -, ma necessario a proteggere migliaia di famiglie dalle esondazioni dei fiumi nel punto più critico lungo il corso del Bacchiglione”.
Una lettera firmata dall'assessore Balbi, contenente tutte le informazioni sull'intervento, è in corso di distribuzione a tutti i residenti dell'area interessata dai lavori.

 

Partono lunedì 1 dicembre i lavori di messa in sicurezza del terreno franoso di via Campiglia che da febbraio incombe sulla strada e su alcune abitazioni vicino alla chiesa di San Giorgio.
Sarà il Comune stesso ad occuparsene, con una somma di 55 mila euro prelevata dal fondo di riserva per spese non prevedibili, dopo che la proprietà ha comunicato di non poter far fronte all'intervento e di cedere pertanto gratuitamente l'area all'amministrazione comunale.
Lo smottamento risale alle consistenti piogge di gennaio ed era stato a suo tempo tempestivamente bloccato da una palizzata in legno infissa su iniziativa dell'amministrazione comunale per tutelare in via emergenziale l'incolumità delle persone.  In collaborazione con il corpo forestale dello Stato, inoltre, la vegetazione soprastante era  stata rimossa dal Comune, in modo da alleggerire il terreno franoso. Nel contempo il sindaco aveva ordinato ai proprietari di provvedere alla messa in sicurezza definitiva del luogo senza ottenere risposta. Successivamente, ad agosto, il Comune aveva emesso nei confronti dei proprietari un nuovo ordine, con l'obbligo di eseguire entro 30 giorni gli interventi nel frattempo indicati dal geologo. Anche in questo caso la proprietà non aveva eseguito i lavori, ma a ha comunicato formalmente al Comune la disponibilità a cedergli gratuitamente i terreni in questione.
Di qui l'immediata sostituzione del Comune alla proprietà, in attesa delle definizioni legali, e la redazione del progetto esecutivo per la messa in sicurezza definitiva del versante che, costantemente monitorato, richiede un intervento immediato per scongiurare ulteriori peggioramenti della frana.
Da lunedì partono quindi i lavori di somma urgenza che prevedono l'intercettazione e il drenaggio dell'acqua che scende dal monte e la realizzazione di strutture di supporto “chiodate”, cioè di un'ottantina di barre in acciaio lunghe dai 6 ai 9 metri da inserire nel terreno per saldare il fronte superficiale che sta slittando verso valle con gli strati più solidi e profondi della collina.
L'intervento complessivo prevede la realizzazione di tre trincee di una quarantina di metri per il drenaggio dell'acqua lungo la linea di massima pendenza e di due fasce chiodate, una a lato della strada e una quattro metri più, in alto lungo il versante. Nei prossimi giorni saranno realizzate le tre trincee drenanti, per alleggerire la spinta dell'acqua sul versante, e la prima fascia di chiodature a lato strada. Successivamente si interverrà con la seconda fascia di chiodature e con un'eventuale razionalizzazione della raccolta delle acque.
Per consentire l'esecuzione delle opere è stata disposta la chiusura totale di via Campiglia fino al 19 dicembre, con divieto assoluto di passaggio per veicoli, ciclisti e pedoni. La palizzata in legno sarà rimossa. 


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