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Moresco addio: nei prossimi giorni la recinzione anti-barboni

Di Pietro Rossi Giovedi 18 Giugno 2015 alle 19:34 | 0 commenti

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Un sogno di rinascita durato poco più di anno e infranto contro il muro del degrado umano. Il caffè Moresco chiude i battenti per problemi economici, ma sono già in corso colloqui per un affidamento diretto. E nel frattempo arriva una rete "protettrice". Colpa di scelte gestionali, colpa del Comune o colpa di un luogo invivibile diventato il market della droga e dell'inciviltà a cielo aperto ma quasi "istituzionalizzato"?

Sia come sia l'esperimento Caffè Moresco, glorioso bar costruito nel 1838 e ricostruito negli anni '50, è fallito dopo la riapertura dello scorso anno con tutti i buoni propositi del mondo. Tra qualche giorno, come ha dichiarato Stefano Dal Prà Caputo, Consigliere delegato alla promozione e allo sviluppo dell'area di Campo Marzo, lo stabile verrà ingabbiato. Arriverà una recinzione per impedire che i senzatetto lo prendano come rifugio, che i diseredati lo usino come luogo tossico-ricreativo sul davanti (dietro fanno già il resto: bisogni corporali a ogni ora del giorno) e che la veranda diventi un ufficio al coperto per i pusher.
«La misura è solo temporanea per impedire che ci sia un acutizzarsi del degrado - spiega Dal Prà Caputo - in realtà abbiamo già in corso dei colloqui con un privato, già attivo a Vicenza con altri locali, che potrebbe essere interessato a riaprire per il periodo estivo». Un affidamento diretto temporaneo, quindi, in attesa di andare a bando probabilmente all'inizio dell'autunno se non oltre. «Ci vorrà un po' a fare il bando - aggiunge il consigliere - si tratta di un investimento complesso e di una gestione che sarà lunga e deve restare pubblicato per un bel po'».
La ristrutturazione del locale, per niente economica, era a carico degli ex-gestori. Un investimento per una gestione che doveva durare nove anni. Invece, la chiusura improvvisa, anche se già da mesi si vedeva che le cose non andavano a gonfie vele. Pochi clienti, chiusure prima del tempo o per giornate intere e quel continuo via-vai di spacciatori e tossici, con ogni tanto episodi di violenza annessi, che sembravano proprio non essere graditi ai potenziali clienti. La voce di una chiusura imminente, soprattutto per problemi legati al pagamento del canone (2500 euro al mese) al Comune era già nell'aria dall'inizio della bella stagione. «Abbiamo parlato con i gestori la scorsa settimana e l'accordo era agevolare il canone mensile, abbonandolo fino a settembre - continua Dal Prà Caputo - però alla fine hanno preso di colpo questa decisione, adesso si vedrà, perché lì sono stati fatti degli investimenti importanti. L'aspetto positivo è che alcune realtà vicentine che si sono fatte avanti».
Campo Marzo perde insomma un altro pezzo. E continua a boccheggiare. Il Comune cerca di correre ai ripari, ma l'estate è già scoppiata e molte cose sono ancora in sospeso. La prossima settimana, con il ritorno dalle ferie dell'assessore Cavalieri, ci saranno ad esempio delle novità sul discorso gestione chioschi (la "famosa" gara andata deserta), il cui affidamento diretto a uno dei due interessati sarà ufficializzato martedì 23. Inoltre sono già a budget, per Campo Marzo, 10 mila euro da destinare a concerti e attività culturali e il programma sarà reso noto sempre tra qualche giorno. L'amaro per il Moresco resta. Colpa del Comune? «Non direi - conclude Dal Prà Caputo - il nostro piano era di combattere il degrado e infatti, il Moresco serviva a quello: è stato chiuso un giorno e i barboni sono arrivati». In realtà, c'erano anche prima. Ogni sera, quando il bar chiudeva le serrande, loro arrivavano, ma facendo pochi passi dalla zona franca di Campo Marzo. Semplicemente, con la chiusura delle serrande, l'albergo dei disperati è diventato anche diurno.


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