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Il viaggio in anteprima di VicenzaPiù nella mostra "Tutankhamon Caravaggio Van Gogh" in Basilica Palladiana

Di Sara Girombelli Giovedi 11 Dicembre 2014 alle 11:35 | 0 commenti

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Il 24 dicembre sarà aperta al pubblico la mostra “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh”, presso la Basilica Palladiana. Organizzata e gestita da Marco Goldin, direttore di Linea d’Ombra (società che si occupa dell’allestimento di mostre d’arte), la mostra si propone di trattare la notte come filo conduttore della storia umana, dall’antico Egitto fino al novecento e all’arte contemporanea.

Notte non solo in senso paesaggistico, ma soprattutto come notte interiore, dello spirito e come metafora della morte. Il progetto comunque, molto ampio e articolato, avrà una sede anche presso Palazzo Chiericati, dove sarà presentata la prima vera mostra in Italia di Antonio López García (l’ultima risale a 42 anni fa) e lui stesso sarà presente all’inaugurazione. Inoltre, su iniziativa della curia, sarà aperta al pubblico anche la nuova area archeologica del duomo.

La mostra su “La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento” vanta già più di 100.000 prenotazioni, 2.000 in più della fortunata "Raffaello verso Picasso" del 2012. Le prospettive, quindi, sono molto incoraggianti. Sarà presenta anche una pluralità di offerte per quanto riguarda la bigliettazione, con sconti vicendevoli su una mostra se si ha già acquistato un biglietto per l’altra sede. In particolare ne beneficeranno i visitatori che si recheranno all'esposizione durante i primi due giorni di apertura: il 24 dicembre dalle 16 all'una di notte si potrà entrare con un biglietto ridotto del costo di 6 euro, mentre il 24 e il 25 dicembre chi esibirà il ticket della mostra della Basilica entrerà gratis alle esposizioni di Palazzo Chiericati.

Oggi, 10 dicembre, il vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza Jacopo Bulgarini d'Elci, accompagnato dallo stesso Goldin, ha visitato in anteprima la mostra parzialmente allestita, con 40 opere già esposte su 113.

La mostra si suddivide in 6 sezioni principali che seguono i vari periodi storici e mostrano il cambiamento della rappresentazione della notte nel corso dei secoli, non mancano comunque accostamenti più “arditi” come ad esempio un bassorilievo di Lopez Garcia accanto alla scultura della testa di Tutankhamon. In questo caso, spiega Goldin, si vuole mostrare al pubblico le similitudini, nonostante i tremila anni di differenza che separano le due opere, tra il volto di un faraone bambino (che assume, per questo, una sembianza più umana) e il suo significato funereo con il sonno sognante della figura addormentata mostrata da Lopez Garcia.

Inevitabile l’incontro tra il tema della notte in senso più spirituale e la pittura religiosa, descritto nella seconda sezione della mostra attraverso la storia di Cristo. Particolarmente suggestiva la conclusione di quest’area con una seconda importante figura: il San Francesco di Francisco de Zurbarán. Esso racchiude in sé, oltre il contrasto cromatico proprio dell’opera, anche l’essenzialità della figura sacra. Le storie sacre, raccontate anche nei dipinti precedenti della stessa sezione, arrivano sempre ad un punto in cui la figura del santo si spoglia di tutto per entrare nella notte, nel lato più spirituale e più oscuro della propria esistenza. San Francesco, si può dire, è un vero e proprio simbolo religioso di questo minimalismo. L’accostamento di quest’ultimo con l’opera Isabella, Viscountess Molyneux di Thomas Gainsborough segna il passaggio, sia storico che della mostra stessa, dall’essenzialismo del 1600 allo stile sfarzoso delle figure settecentesche, con le loro perle e i loro merletti.

Un’altra cosa che colpisce molto della mostra è l’allestimento di un finto cielo stellato nella prima sezione, che riproduce esattamente gli astri e le costellazioni visibili nel cielo egiziano del 1300 a.C., illuminato da luci led che daranno l’impressione di una soffusa luce stellare. Questo per far entrare fisicamente i visitatori all’interno del mondo notturno che lega le diverse opere della mostra. Per lo stesso motivo è presente, nella quinta sezione (quella dei pittori astratti), un cielo notturno, stavolta dipinto da Franco Sarnari appositamente per la mostra. Spiega Marco Goldin: “Volevo che ci fosse un richiamo rispetto all’inizio, ma diverso. All’inizio abbiamo un cielo stellato stampato sopra gli egizi. Qui volevo che questi grandissimi pittori astratti vivessero sotto un altro cielo stellato, ma non stampato questa volta. Perché qui vive l’eroicità, il contatto quotidiano con la pittura. Qui vince la pittura. Una frase bellissima che dice Nicolas De Staël (rappresentato da alcune sue opere in questa sala, N.d.A.) è: ‘solo di fronte ai quadri, piango’. Questo è il rapporto tra colui che dipinge e la pittura stessa. Per questo ho voluto un cielo stellato dipinto”.

Nelle ultime due sezioni saranno presenti, infine, anche opere di Van Gogh (non ancora allestite) e una di queste, Sentiero di notte in Provenza, sarà accostata al Narciso di Caravaggio nell’ultima sezione della mostra.

Si tratta quindi di un viaggio affascinante, ricco di contenuti e di riflessioni, che vale certamente la pena di intraprendere. Una gran quantità di opere provenienti da circa 30 strutture differenti, presentate insieme per la prima volta e legate tra loro da un unico racconto.


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