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Il salvataggio della Aedes: debiti per 425 milioni di euro per l'immobiliare degli Amenduni

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 18 Settembre 2014 alle 10:34 | 0 commenti

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di Gianni Barbacetto*
Aedes II giorno della verità è il 30 settembre. È la data, in seconda convocazione, dell'assemblea straordinaria di Aedes spa che dovrà dare il via a un salvataggio da brivido. Aedes è una società immobiliare quotata in Borsa fin dal 1924, azionista di riferimento la famiglia Amenduni, amministratore delegato Giuseppe Roveda. I conti sono da tempo in profondo rosso: debiti per 425 milioni di euro, su un capitale investito di 465 milioni e un patrimonio netto di 19.

Titolo sceso ai minimi storici, 11,4 milioni di perdite accumulate nel primo semestre del 2014. In questa situazione drammatica, ecco le luminose promesse di una ricapitalizzazione da 221 milioni, con le banche impegnate a trasformare i loro crediti in azioni. La manovra di salvataggio che dovrebbe essere varata il 30 settembre, se la Consob di Giuseppe Vegas darà il via libera all'esenzione dall'Opa, è in quattro tempi. Un aumento di capitale da 40 milioni sarà riservato alla famiglia Amenduni, alla società di Roveda, la Praga Holding, e a Sator, la finanziaria di Matteo Arpe. Un secondo aumento da 49 milioni sarà affare delle banche e degli altri creditori (il più esposto, per 170 milioni, è il Banco Popolare). Un ulteriore aumento di capitale da 40 milioni sarà offerto in opzione agli attuali azionisti di Aedes. E infine il botto: 92 milioni di euroche arriveranno mediante il conferimento in Aedes della Praga Holding di Roveda. E qui casca l'asino. Perché è vero che il gruppo Praga è valutato, sulla base di una perizia giurata, oltre 92 milioni di euro. È vero che il piatto forte del gruppo di Roveda è la Satac spa, che dovrà realizzare un mega centro commerciale da 51 mila metri quadrati davanti all'aeroporto di Torino Caselle, che secondo il perito vale almeno 54 milioni. Ma è anche vero che Satac è al centro di un contenzioso che rende quell'apporto tutt'altro che sicuro: il socio di maggioranza della società che ha venduto Satac al gruppo Praga sostiene di non essere stato pagato e ha dunque avviato una procedura arbitrale, chiedendo la risoluzione del contratto di vendita, con la restituzione del 55 per cento della Satac o il pagamento di quanto dovuto (almeno 25 milioni). Il piatto forte del risanamento Aedes rischia dunque di ridursi a uno spuntino. Sarà comunque difficile affrontare questi terni in assemblea, perché le regole nell'avviso di convocazione sono ferree: domande solo per iscritto, da consegnare entro il 26 settembre, che avranno risposte scritte. Salvataggio difficile, assemblea blindata.

*Il Fatto Quotidiano

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