Quotidiano | Categorie: trasporti

Giornata senz'auto, come Aim ti "frega" il biglietto gratuito. E alza la voce con l'utente

Di Edoardo Andrein Venerdi 1 Aprile 2016 alle 00:58 | 0 commenti

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Domenica ecologica del 20 marzo. Le auto a Vicenza non potevano circolare. E allora tra i mezzi per spostarsi per la città c'erano i mezzi pubblici di Aim, ora confluiti nella società di trasporti Svt. Solo che in quella giornata per i biglietti urbani le macchinette sugli autobus facevano il loro “dovere”, senza che fosse applicata una segnalazione sopra le macchinette che inducesse il viaggiatore a non timbrare il titolo di viaggio, ma solo degli svolazzanti cartelli appesi al poggia mano in alto difficili da vedere per un cittadino appena salito che per abitudine o mancanza di informazioni si accingesse a fare il suo dovere di obliterare il biglietto.

Ai parcheggi in zona Fiera di Vicenza, ad esempio, le strisce blu per parcheggiare l'auto non sono a pagamento quando non ci sono eventi fieristici, e infatti sono disattivate tutte le colonnine per il pagamento della sosta, in modo da non far pagare l'utente che distratto non ha visto i cartelli o non ne sia a conoscenza.

Ma come recuperare allora quel titolo di viaggio urbano speso sull'autobus durante la giornata per incentivare a utilizzare i mezzi pubblici con la possibilità di viaggiare in modo gratuito?

Un modo onesto per impiegarlo nel primo successivo utilizzo ci è sembrato scrivere data e ora a mano nell'apposito spazio sul retro, come nel caso in cui l'obliteratrice del mezzo non funzionasse.

Macchè, multa immediata di un controllore.

Ma ciò che più lascia basiti è l'atteggiamento irriguardoso tenuto dell'addetto di Aim al controllo, il signor Mirko Zanini, che durante le nostre spiegazioni ha anche alzato la voce, destando l'attenzione di tutti gli altri passeggeri dell'autobus, con frasi del tipo:

"Secondo me lei sta fingendo di non capire”.

Un atteggiamento tenuto verso un utente che ha sempre pagato il biglietto dell'autobus in vita sua; e che con trasparenza aveva “timbrato” a penna il titolo di viaggio, cercando di riutilizzare quel biglietto “gratuito” malauguratamente timbrato alla macchinetta il 20 marzo e che il dipendente Aim avrebbe dovuto capire, lui sì, che non andava considerao come utilizzato.

Un comportamento che fa passare la voglia di prendere ancora i mezzi Aim, oggi Svt, su un autobus, tra l'altro, assai vetusto della linea 6, che fa servizio verso la zona ovest della città: uno di quei mezzi inquinanti e rumorosi che probabilmente circolavano già negli anni ’90 e che purtroppo circolano ancora troppo spesso nelle strade, soprattutto di periferia (per non dare troppo nell'occhio?).

Un autobus che, come per tutti gli altri, dopo quanto accaduto fa passare la voglia di utilizzarli in futuro.

Leggi tutti gli articoli su: Aim, bus, Aim Mobilità, autobus, Svt, Mirko Zanini

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