Quotidiano | Categorie: Economia&Aziende

"Banche popolari: anatomia di un crollo" con Paolini, Corò, Agostini e Dario Loison. L'imprenditore dolciario: la mia famiglia ha 22 milioni di euro di baciate BPVi sul collo, quello che ci hanno fatto è inconcepibile!

Di Francesco Battaglia Venerdi 26 Agosto 2016 alle 23:30 | 0 commenti

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Si è da poco concluso il primo dibattito del Festival Fornaci Rossi "Banche popolari: anatomia di un crollo" moderato da  Nicolò Della Lucilla e con la partecipazione di Roberta Paolini, giornalista di la Repubblica, Giancarlo Corò, Professore di economia all'università di Venezia, Luigi Agostini già presidente di Federconsumatori, Dario Loison imprenditore vicentino titolare dell'omonima Industria Dolciaria di Costabissara. Ad aprire i lavori dopo i saluti di rito è stata Roberta Paolini, che ha riassunto la vicenda della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, dicendosi indignata dell'intera situazione e soprattutto del fatto che durante varie interviste Gianni Zonin, che apostrofava la collega, dopo le sue domande critiche, come "non conoscitrice delle tecniche di gestione di una banca", continuava a raccontare una situazione ben diversa della realtà.

Se questa era ben conosciuta dai nostri lettori grazie agli articoli da noi scritti fin dal 13 agosto 2010 e ora raccolti in un libro di successo, "Vicenza. La città sbancata", che, come ricordato ai presenti dal moderatore del convegno, è anche acquistabile presso il gazebo allestito nell'area della Fornaci Rosse, Roberta Paolini, tra le tante sue citazioni di fatti precisi, conosciuti e pmdonitori del flop finale, ha ricoradto anche che nella lettera agli azionisti del 4 dicembre 2014  il "Doge di Vicenza" scriveva che a differenza delle altre banche quotate in Borsa che negli ultimi 10 anni avevano perso il 60 - 70 % del loro valore la Popolare di Vicenza era così in controtendenza da aver incrementato del 33% il valore delle sue azioni. Quotazioni che, precisa la giornalista di Repubblica, sono state gonfiate come raccontato spesso anche (solo?) dalla stampa nazionale, oltre che da noi di VicenzaPiù.
Dello stesso avviso è stato il professor Corò, che ha fatto un'analisi, anche accademica, dei meccanismi  con i quali Veneto Banca e BPVi hanno gonfiato i loro dati falsando le regole del mercato portando oggi ad un impoverimento delle famiglie venete e del territorio. Tanto che, lo stesso rivolgendosi al pubblico si chiede come mai non ci sia stata una rivoluzione contro gli effetti drammatici, pur se diluiti su un gran numero di soci, di un sistema, quello delle due ex popolari venete, che Corò definisce privo di trasparenza mentre autonomamente la banca decideva il valore delle proprie azioni sulla base di una gestione monocratica di un'entità diventata troppo grande per poter essere assoggetata semplicemente alle regole del cooperativismo, valide, di certo, solo se applicate con onestà ma in realtà decisamente più piccole di quelle di una banca che amministrava decine di miliardi di euro .
Ma gli effetti su un territorio riguardano anche il coinvolgimento inconsapevole di numerosi imprenditori, i quali in buona fede hanno firmato acquisti "baciati" di azioni, il cui valore si è rivelato poi quasi nullo, 10 centesimi dai 62,50 euro di sottoscrizione, lasciando i sottoscrittoti con carta straccia in mano ma con un debito grosso da onorare e che potrà avere consegeunze non solo personali ma sulla continuità di parecchie aziende e con riflessi anceh su occupazione Pil.

Queste "tecniche di vendita" Dario Loison ha raccontato con estrema schiettezza e con un apprezzabile coraggio di averle vissute in prima persona, fidandosi di dipendenti della banca, considerati anche e soprattutto amici di vecchia data, che gli hanno fatto acquistare azioni sulla base di un "favore" richiesto dalla BPVi per rispettare i parametri fissati dalla BCE e non raggiunti ad un primo esame.
Questi acquisti "baciati" personali si sono rivelati dei veri e propri drammi per tutta la famiglia come ha denunciato con determinazione Dario Loison: "sono stati fatti acquistare 3,5 milioni di azioni a mia madre 76enne, quando la stessa non si è mai occupata di azioni, altri milioni al mio vecchio padre e 1,5 milioni addirittura a mia moglie raggiunta ina zienda e dicendole di firmare delle carte della banca sulla base di accordi inesistenti presi con me. E quesro a dicembre mente mia moglie era ultra impegnata visto che quello è un mese di bolgia commerciale per la nostra azienda. Ora la mia famiglia ha 22 milioni di euro di baciate sul collo, questo vuol dire che ho sbagliato a fidarmi e sono disposto a pagarne in parte il prezzo (dico onestamente che sono stato costretto da mia moglie a stare fuori casa per un mese...) ,ma mi sto muovendo legalemente perchè chi ci ha raggirati paghi i suoi errori, perchè quello che hanno fatto è inconcepibile e non ha tenuto in minimo conto un minimo di rispetto di criteri etici...".
Se i primi intervenuti non sono stati teneri, non da meno è stato l'intervento finale di Agostini, che ha però spostato l'attenzione sulla divisione tra finanza speculativa e di finanziamento del credito che lo stesso imputa anche come concausa del problema.

Ci sarà molto ancora da dire sull'incontro di stasera ma questa ne è la prima, stringata cronaca.


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