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Azioni A4 Holding, Variati risponde a Schneck: "La legge mi costringe a cederle, ma lo farò senza svenderle".

Di Pietro Rossi Giovedi 13 Agosto 2015 alle 19:57 | 0 commenti

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Difficile trovare Achille Variati impreparato, sopratutto se viene attaccato. In questo caso, nelle vesti di presidente della Provincia di Vicenza e non in quelle di sindaco della città, si presenta all'intervista con dati alla mano. Le cifre servono a rispondere ad Attilio Schneck, ex presidente della Provincia e attuale presidente dell'A4 Holding, il quale, ieri, a proposito dell'entrata massiccia del colosso Abertis nella Brescia-Padova (con l'acquisto del 51% delle azioni), aveva "accusato" gli enti pubblici, Comune di Vicenza compreso, di aver venduto le azioni solo per avere liquidità. 

 Inoltre Schneck ha sottolineato che lui, al posto di Variati, non venderebbe mai le quote restanti. "Forse dimentica che lui stesso le ha vendute nel 2013", risponde Variati. E non è l'unica frecciata...

Presidente, una domanda al sindaco: è stato un errore vendere le azioni dell'A4 in mano al Comune di Vicenza, come dice Attilio Schneck?

Non voglio entrare in polemica, ma Attilio Schneck ha la memoria corta. È vero che gli enti pubblici han cominciato a vendere, come lui stesso afferma, dopo Brescia. E così ha fatto anche Vicenza. Ma forse Schneck dimentica di aver ceduto pure lui. Nel 2013 la Provincia di Vicenza, con lui presidente, ha infatti venduto 20 mila azioni al prezzo di 515 euro ciascuna, per un totale di 10 milioni circa. Quindi mi sembra che anche lui abbia fatto liquidità.

Ma è vero che l'intenzione del Comune era solo quella di fare cassa?

La risposta alla domanda "perché i Comuni hanno iniziato a vendere quella che una volta era la gallina delle uova d'oro, cioè una delle autostrade più trafficate d'Italia, nel cuore della Pianura Padana, in sostituzione di una rete ferroviaria insufficiente per il trasposto merci e con una crescita nell'ordine del 7% annuo? È molto semplice. La A4 Holding non riversava agli enti pubblici con i dividendi ma attraverso infrastrutture, finanziando tangenziali, per esempio. Poi si sono frullati la testa e hanno cominciato a occuparsi di altre cose, investendo in società che facevano tutt'altro. Quelle società si sono però rivelate fallimentari, sono andate in perdita e hanno influito sulla Holding. Quindi la società ha bloccato per anni i dividendi, mettendo in crisi la capacità di investimento del territorio. Nessuno ha più visto infrastrutture, per cui gli enti hanno cominciato a vendere azioni di una società che non dava più frutti, anche perché in quel momento dovevano anche fare i conti con la legge di stabilità. Questo è stato il vero motivo. Evitare perdite.

Quindi farà lo stesso con le azioni A4 in mano a Palazzo Nievo?

Anche in questo caso forse Schneck non è bene informato. Per le quote ancora in mano alla Provincia il discorso è diverso e più complicato. La vendita, infatti, è prevista per legge. Il comma 611 della legge di stabilità per il 2015 individua infatti il primo criterio per la conduzione del processo di razionalizzazione. E cioè - cito testualmente - "l'eliminazione delle società e delle partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali dell'ente". La finalità della Provincia sono le strade provinciali, non le autostrade, quindi ho l'obbligo di cedere quelle quote.

Avete già avviato la procedura per venderle?

Il Consiglio Provinciale ha approvato nel bilancio di previsione che le cessioni delle quote della Provincia di Vicenza devono avvenire salvaguardando il patrimonio dell'ente. In mano alla Provincia c'è attualmente un pacchetto importante, comprato nel 2005 dalla Dal Lago (ex presidente Provincia di Vicenza ndr) al prezzo unitario di 656,81 euro per un totale di 35 milioni e 700 mila euro. Oggi, grazie a quell'acquisto, la quota della Provincia nell'holding è del 7,43%.

E adesso quanto valgono?

Il valore unitario nel conto patrimoniale della società, con il metodo del patrimonio netto, è di 365 euro ad azione. Pensi che quando il Comune di Vicenza ha venduto valevano 503 euro.

In caduta libera, quindi, rispetto a quanto ha pagato la Dal Lago.

Il punto è questo. Bisogna capire qual'è adesso il valore di mercato, a quanto Abertis ha comprato e se ha ancora intenzione di fare shopping. In ogni caso, la mia posizione e quella del Consiglio Provinciale è di vendere ma non di svendere. Vogliamo aspettare il più possibile per realizzare il meglio.

Difficile pensare di rientrare dei 35 milioni...Tempi e prospettive?

Certo, quella è sicuramente una cifra lontana. Ma magari il titolo potrebbe acquistare valore se per esempio c'è una ripresa economica o se si sblocca il nodo della Valdastico Nord. La legge di stabilità indica il 31 dicembre 2015, ma ci sono delle deroghe. Di certo non possiamo andare avanti anni.


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