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Tassa per i gay? Stella: multiamo invece il sindaco Formaggio

Di Edoardo Andrein Sabato 29 Agosto 2015 alle 23:43 | 3 commenti

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Il sindaco del piccolo comune vicentino Albettone, Joe Formaggio, è divenuto con le sue “sparate” politiche “pane mediatico” per i talk show, come “In onda” su La 7, trasmissione dalla quale ieri (leggi) ha lanciato la proposta di una tassa per gli omosessuali perché non possono fare figli... “Sarebbe buona cosa cominciare a multare alcuni sindaci ogni volta che si lasciano andare in sciocche polemiche, ecco che in questo modo avremmo risollevato le sorti del nostro paese!".

A parlare è Mattia Stella, presidente di Arcigay Vicenza, rimasto allibito dalle dichiarazioni in diretta nazionale del vicentino Formaggio:

“Gli omosessuali – rileva il presidente Arcigay - nel nostro paese pagano le tasse, lavorano e contribuiscono alla crescita del PIL come tutti gli altri, ma con un terzo dei diritti rispetto ai cittadini eterosessuali”.

“Mr. Formaggio – conclude Stella - dimentica che in Italia già molte coppie omosessuali hanno figli, così come esistono molto coppie eterosessuali senza prole. Dovremmo quindi tassare tutti?”.

Leggi tutti gli articoli su: Albettone, Mattìa Stella, Joe Formaggio, Arcigay, tassa gay

Commenti

Inviato Domenica 30 Agosto 2015 alle 00:34

Buona l'idea, far pagare una tassa a chi dalla Società vuol solo prendere. I Sindaci attualmente sono gli UNICI ad essere eletti dal POPOLO. L'arci gay parla, parla, parla, ma non dice quali diritti vengono negati ai Gay, che hanno i loro locali, i loro cinema, i loro negozi, ma non permettono ad altri di entrare, che non sia omofobia al contrario? Come a Poleo: Bye Bye.
Inviato Domenica 30 Agosto 2015 alle 12:00

Caro Luciano, sono molto interessata a ciò che dici: poichè mi sembri informato, potresti per cortesia farmi il nome di un locale o cinema o negozio in cui non sia permesso entrare alle persone eterosessuali? Ti ringrazio.
Inviato Martedi 1 Settembre 2015 alle 08:48

Sarebbe ora di finirla con i piagnistei: gli omosessuali hanno esattamente gli stessi diritti di tutti gli altri: le leggi italiane non consentono discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale. Il problema è semmai che pretendono più diritti di tutti gli altri, come il diritto inventato di avere figli, comprandoseli. Nessuno ha diritto ai figli, come nessuno ha diritto ad un marito o ad una moglie, sebbene sia disposto a pagarsela un tot di cammelli o con liquidità. Il mercato degli schiavi in Italia ha chiuso nel 1700.
Con la menzogna come pratica quotidiana non si ottiene rispetto, si dà fastidio e basta.
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