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Pomari, il comitato a Dalla Pozza: "il no a proroga Piruea non basta". Sabato manifestazione contro "cementopoli"

Di Edoardo Andrein Venerdi 11 Marzo 2016 alle 15:49 | 1 commenti

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Il Comitato Pomari ha organizzato stamattina 11 marzo un presidio (foto) all'ingresso del cantiere di Incos nei pressi della rotatoria tra via Fermi e via Soldà, dove sono previste da anni nuove costruzioni nella zona, in vista della manifestazione in programma sabato 19 marzo alle ore 15 dal piazzale della Chiesa di S. Lazzaro, per protestare contro la cementificazione del quartiere Pomari e della città di Vicenza.

Una questione tenuta viva da tanti residenti con in testa due giovani, Davide Primucci e Simone Maniglio, che non demordono nella lotta dopo l'annuncio del Comune di Vicenza di rigettare la richiesta di proroga del Piruea.
"Stanno giocando a "cementopoli" - spiega Primicci - un gioco che il Comune di Vicenza si è messo a giocare con i privati: bisogna, invece, fermare la cementificazione che è un problema non solo di Vicenza ma di tutto il Veneto, vogliamo il Parco Pomari subito. Bene il diniego della proroga al Piruea, ma non basta è stato ribadito nell'incontro con gli Assessori Dalla Pozza e Zanetti in Comune di Vicenza che si continuerà a costruire: il piano invece può essere rivisto".
Di seguito l'appello del comitato:
Era l’11 marzo del 2003 quando venne approvato con un colpo di mano il Piruea Pomari dall’Amministrazione Hüllweck: quel giorno i terreni che avrebbero dovuto ospitare uno dei più grandi parchi urbani e naturalistici di Vicenza vennero trasformati in area edificabile. Di fronte a tutto questo, in tanti abbiamo deciso di non chinare la testa, ci siamo opposti fortemente e siamo riusciti a riportare all’attenzione della città la voce di un quartiere che ha deciso di non restare indifferente e di dire basta a questo tipo di progettazione urbanistica che vede il primato degli interessi economici dei palazzinari sul benessere collettivo.

Dopo 13 lunghissimi anni è arrivato il game over! Il Piruea Pomari finalmente è scaduto e oggi non c’è più proroga che tenga: pochi giorni fa il Comune ha rigettato la richiesta di proroga del Piruea pretesa da Incos, ma questo non basta. Per cancellare i progetti, infatti, oggi è necessario modificare le previsioni del Pat e del Piano Interventi eliminando così le devastanti previsioni urbanistiche dell’area.

Per questo abbiamo deciso di tornare in piazza, questa volta più forti di prima: è sotto gli occhi di tutto lo scempio quotidiano di tipo urbanistico-ambientale di cui è vittima Vicenza. Un giorno i Pomari, un altro Carpaneda: qui la cittadella del Tav continua ad espandersi e secondo gli ultimi progetti pubblicati da RFI sarebbero ben 14 e non più 9 gli ettari di terreno fertile che verrebbero definitivamente compromessi dai cantieri per la costruzioni di un’opera molto discussa che ovunque vada si porta dietro devastazione e saccheggio dei territori. Un altro giorno ancora troviamo il primo stralcio della nuova Tangenziale, 5,3 km di asfalto su terreni agricoli da Via del Sole a strada Pausbio, al costo di 13,5 milioni di €/km. Per non dimenticare l’eco mostro per eccellenza: a Borgo Berga abbiamo un complesso quasi completamente sfitto e un’area di cantiere (il famigerato “lotto E”, non ancora cementificato) posta sotto sequestro preventivo dalle indagini della Magistratura, le stesse che stanno scoperchiando la verità sulla disparità tra beneficio pubblico e privato derivante da quel piano urbanistico.

A noi pare evidente che più di qualcuno stia giocando a monopoli con la nostra città, qualcuno che si diverte a muovere pedine sopra le nostre teste così come è avvenuto in questi ultimi mesi per i Pomari.

Nell’ultima assemblea il quartiere è stato chiaro e ha espresso la ferma volontà di non piegarsi davanti a contentini e giochetti politici che snaturerebbero la nostra battaglia accontentandosi del minimo secondo una logica di remissione e sottomissione: dai terreni tra Via Fermi, Auchan e Brico l’unica opera che può essere costruita è un grande parco pubblico!

Nonostante la mole di locali sfitti in città, anziché puntare sulla riqualificazione urbana, si continuano a portare avanti progetti devastanti come quello dei Pomari. Anche per questo abbiamo indetto una manifestazione per il giorno sabato 19 marzo nelle strade del quartiere: è doveroso riappropriarsi della città per sottrarla dalle grinfie dei palazzinari e da qualsiasi altro tipo di speculazione e devastazione ambientale, per dire un grande no alle colate di cemento in tutta Vicenza, per fermare la cementopoli e il consumo di suolo, per una riqualificazione verde della città, per trasformare i terreni dei Pomari in un grande parco pubblico.

Il ritrovo è fissato il 19 marzo nel piazzale della Chiesa di S. Lazzaro in via da Palestrina alle ore 15.00 poi la manifestazione attraverserà il quartiere per concludersi proprio davanti a quei terreni da cui un giorno siamo certi che nascerà un parco.

Hanno risposto in tantissimi all’appello per la manifestazione del 19, oltre alle realtà locali abbiamo ricevuto il sostegno di molti comitati provenienti da tutta Italia e appartenenti alla rete del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio.


Commenti

Inviato Venerdi 11 Marzo 2016 alle 17:03

Sarò presente anch'io. Basta cemento, Bonifica alla Zambon, riqualifichiamo il verde cittadino, fermare cementopoli! Ancora Dalla Pozza? Mala tempora currunt.
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