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TAC, No Dal Molin: truffa ad alta velocità, in piazza il 16 gennaio

Di Edoardo Andrein Giovedi 15 Gennaio 2015 alle 15:38 | 0 commenti

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I No Dal Molin, associazione sorta in seguito alla decisione di costruire una seconda base militare statunitense nella città berica, tornano a farsi sentire a pochi giorni dall’approvazione in Consiglio Comunale dello studio di fattibilità TAC, il progetto per i treni ad alta capacità a Vicenza, denunciando che “non è previsto nessun incontro con i cittadini dei quartieri coinvolti, nessun approfondimento e nessuna analisi sui disagi e sui danni che un’opera di tale portata provocherà a decine di migliaia di persone” da parte di un “Comune di Vicenza protagonista e complice”. E annunciano che torneranno in Piazza dei Signori il 16 gennaio 2015.

Ecco la comunicazione diffusa:

Era il 16 gennaio 2007 quando il governo Prodi diede il via libera alla costruzione della base militare americana al Dal Molin. A otto anni da quella giornata si sta verificando tutto quello che avevamo previsto sugli effetti della presenza delle servitù militari nella nostra città; stupri e violenze che i militari statunitensi compiono sulle donne e l’impunità di cui godono, la devastazione ambientale e idrogeologica causata dalla costruzione di milioni di metri cubi di cemento al Dal Molin, l’addestramento delle polizie di paesi europei e africani sui colli berici, la propaganda portata nelle scuole dal Coespu sono solo alcuni degli aspetti che ci troviamo ad affrontare tutti i giorni.

C’è un aspetto fondamentale che però ha contraddistinto quel periodo e che in questi giorni si sta riproponendo a Vicenza in maniera ancora più grave, se possibile. Stiamo parlando della mancanza totale di un processo conoscitivo e informativo oltreché democratico e partecipativo riguardo alle grandi opere che interessano la città. Si tratta del progetto del Tav, sul quale il Comune sta correndo più veloce del treno per votare la sua approvazione nel più breve tempo possibile. Non è previsto nessun incontro con i cittadini dei quartieri coinvolti, nessun approfondimento e nessuna analisi sui disagi e sui danni che un’opera di tale portata provocherà a decine di migliaia di persone.
Questo è il nodo centrale che unisce i due progetti devastanti come appunto la base al Dal Molin e il quadruplicamento della linea ferroviaria ma in modo particolare tutto quello che sta intorno ad essa; due nuove stazioni, interramento di binari, gallerie e un by-pass idraulico sotto Monte Berico, nuove rotatorie e ponti sui fiumi e così via. Un’altra frattura che si sta creando tra i cittadini e quelli che dall’alto impongono questi progetti, con il Comune di Vicenza stavolta come protagonista e complice.
Per questo riteniamo fondamentale tornare a mobilitarsi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, dopo la giornata del 12 gennaio 2015 che ha visto centinaia di persone riempire Piazza dei Signori durante il Consiglio Comunale sul progetto Tav, ritorniamo in piazza il 16 gennaio 2015. Una data che per noi non vuole essere commemorativa ma di radicale opposizione per esprimere lo sdegno verso le imposizioni che questa città continua a subire.


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