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Ddl scuola, Berti: ricatto travestito da promessa da campagna elettorale

Di Citizen Writers Lunedi 4 Maggio 2015 alle 15:27 | 0 commenti

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Jacopo Berti, candidato presidente del Veneto per il Movimento 5 Stelle

Il 5 maggio anche il Veneto sciopererà e manifesterà contro la riforma scolastica di Renzi, orgogliosamente sostenuta dalla candidata presidente per il Pd Alessandra Moretti. Domani in molti dal Veneto andranno a Milano per manifestare e tanti saranno di Padova: invito tutto il mondo della scuola, precari e non, a partecipare alla manifestazione.

Il Veneto deve far sentire la sua voce contro questa fregatura chiamata 'buona scuola'. Il nostro sistema scolastico è definito di eccellenza, ma i Governi passati hanno nascosto sotto al tappeto, come si fa con la polvere, la scuola pubblica. Il M5S è convinto, e questa è la nostra proposta, che vada restituita dignità alla scuola pubblica, mentre questa del Governo è una legge che trasforma le scuole in istituti sempre più in balia dei finanziamenti privati.

I motivi che spingono il Movimento 5 Stelle veneto a schierarsi contro il ddl “buona scuola” e a favore dei precari sono anche altri.

Il Governo con un ricatto - bloccare le assunzioni se non passa l'intero ddl - travestito da promessa da campagna elettorale spaccia infatti per assunzione di massa dei precari quello che invece è un licenziamento di massa: centinaia di migliaia di precari saranno esclusi dal piano di assunzioni e per loro non ci sarà più possibilità di lavorare.

Sono migliaia anche nella nostra regione i precari che, pur lavorando da anni nelle scuole, rischiano di restare esclusi dal piano di assunzioni spariranno per sempre gli insegnanti di ruolo e le supplenze superiori a 36 mesi, aumenterà il carico di lavoro, con corsi di aggiornamento obbligatori organizzati anche da soggetti privati.

Inizialmente le assunzioni erano 150mila, poi sono diventate 100mila. Prima erano inclusi anche gli idonei del concorso, poi eliminati.

Il Movimento 5 Stelle veneto chiede l’assunzione di tutti i precari.

Questa nostra proposta è in linea col nostro spirito sociale, non è il momento di scatenare una guerra fra pecari. Mentre noi lottiamo per il reddito di dignità, il Pd butta benzina sul fuoco del divario sociale.

In Veneto abbiamo bisogno di insegnanti la carenza di organico nelle scuole e alla situazione sempre incerta degli insegnanti precari, la cui esperienza anche decennale nell'insegnamento verrebbe cancellata da questo ddl, lo dimostrano”.

Dai dati forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale sarebbero necessari 450 insegnanti in più di quelli attuali, i sindacati invece hanno valutato in circa 700 il numero di insegnanti indispensabile a tenere in piedi il sistema scuola nel Veneto.

“Inoltre se dobbiamo rispettare il rapporto nazionale tra il numero di alunni e docenti, al Veneto spetterebbero di diritto almeno 3 mila insegnanti in più e non solo qualche centinaio - conclude Berti, che rinnova l'invito allo sciopero di domani - supportiamo gli insegnati, è dalla cultura che passa la rinascita del nostro Paese e della nostra regione. Solo un popolo istruito è al sicuro da derive antidemocratiche”.


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